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giovedì 5 settembre 2013

Il Vicario, cari voi

Salve a tutti!
Il mio "consiglio di lettura" di oggi è particolare in più di un senso, sia per la particolare brevità del racconto in questione, che per l'argomento che vi è trattato, che ancora per la finalità benefica del racconto stesso.
Ma andiamo per ordine...
Ad una settimana esatta dall'anniversario, il novantasettesimo, della nascita di Roald Dahl, avvenuta il 13 settembre 1916, vi presento quello che è uno dei suoi ultimi racconti, l'ultimo, se non sbaglio, tra quelli tradotti in italiano.
Si tratta del racconto breve intitolato "Il Vicario, Cari Voi". In questo racconto edito, in un'elegante veste, dalla Salani Editore ed ulteriormente impreziosito dalle illustrazioni di Quentin Blake, Roald Dahl tratta il tema delicato della Dislessia.
Protagonista de "Il Vicario, Cari Voi" è Robert Ettes, giovane religioso che un giorno, a seguito della morte del vecchio Vicario di Nibbleswicke, riceve l'incarico di "amministrare" le anime di quel villaggio.
Il giovane Reverendo ha sofferto, durante l'infanzia, di dislessia ma è riuscito a risolvere il problema. Però, proprio la notte prima di iniziare a svolgere il servizio quale nuovo Vicario di Nibbleswicke, in Robert Ettes scatta qualcosa ed il suo vecchio problema torna a far sentire i propri effetti, stavolta però in una forma del tutto nuova. Ora infatti il povero Robert Ettes si trova a pronunciare male determinate parole, in alcuni casi pronunciandole a rovescio in altre anagrammandone le lettere, con risultati, spesso e volentieri, imbarazzanti per quanti si trovano ad ascoltarle.
Il disturbo misterioso del giovane "verde-nero Tre Borsette", per usare le parole del giovane Vicario viene identificato, dopo qualche tempo, dal medico del villaggio il quale propone al giovane Vicario una "terapia" bizzarra quanto il suo problema. Gli propone infatti di fare dei  piccoli passi di lato o indietro e, quando se ne presentasse la necessità, un giro completo su se stesso allo scopo di riordinare le parole che altrimenti uscirebbero confuse dalla sua bocca. Questa "terapia" se risolve il problema del povero Robert Ettes rende di pari passo più bizzarre ed animate le sue funzioni religiose.
Il racconto "Il Vicario, Cari Voi" si legge in pochissimo tempo ed è godibilissimo; non sono rare le occasioni nelle quali ci si ritrova a ridere apertamente delle bizzarrie lessicali del povero Vicario. Allo stesso tempo però "Il Vicario, Cari Voi" fa anche un gran bene. Infatti tutti i diritti d'autore, fino alla scadenza del copyright, sono stati dall'autore interamente devoluti all'Istituto londinesi per la cura della Dislessia.
Grazie ancora e sempre a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e arrivederci alla prossima! :)
Buon venerdì e Buona lettura! :)
Con simpatia! :)