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domenica 13 ottobre 2013

Il giocatore di carte di Edoardo Barra

Salve a tutti voi!

Rieccomi anche stanotte qui per parlarvi di racconti, o meglio di un racconto particolare, quello del quale questo mio piccolo intervento porta il nome, o meglio il titolo. Si tratta di un racconto che ho avuto il piacere e l'onore di leggere e del quale ora ho il piacere e l'onore di scrivere grazie al Social Network per antonomasia, ovvero Facebook. Mi è stato "girato" dall'autore, che figura tra i miei amici, non uso virgolette nè specifico l'aggettivo virtuale non perchè io conosca personalmente Edoardo Barra ma perchè ho avuto modo di rendermi conto che gli amici sono amici, che siano "virtuali" o meno.
Devo confessare una cosa...
No, non ha niente a che vedere con la bellezza sconfinata del racconto ma bensì ha a che vedere con l'assoluta casualità che mi ha portato a leggerlo.
Lo so...
Sembra assurdo dire che ho letto per caso un racconto "postato" (odio termini come questo ma per brevità qui lo uso!) sulla pagina relativa al mio profilo ma, vedete, io su quella pagina ci infilo di tutto e di più e quindi il racconto "Il giocatore di carte" ha finito per "sprofondare" un tantino e solo facendo scorrere la mia paginetta l'ho trovato.
Il racconto prende subito sia per via della storia molto ben narrata che per il linguaggio, sempre pulito, oserei dire, meglio, cesellato e mai sopra le righe. La storia è quella di un uomo che si trova, una sera, a far parte di un variegato gruppo di persone. Ne fanno parte un vecchio con tre figli di cui due lontani da casa ed uno che, pur assentandosi spesso, comunque torna a casa a far compagnia al padre, al quale somiglia molto. Vi è poi un giocatore di carte straniero, arrivato portando con sé un mazzo di carte ed un libro, il mazzo di carte è truccato ma nonostante ciò il giocatore di carte straniero non vince mai una mano; vi è poi una donna, di nome Bellezza, con due figlie gemelle anche se nate ad una certa distanza, in termini di minuti, l'una dall'altra. A completare il gruppo vi sono i due assi del gioco, due uomini che conoscono "il respiro di quelli che hanno buone carte come il battito del cuore dei perdenti"; sono due uomini che non conoscono i reciproci nomi ma che, ciononostante, "sono certamente fratelli", anche se non in senso proprio del termine. Il protagonista ad un certo punto della vicenda vorrebbe separarsi dai suoi compagni di viaggio e prendere una strada diversa da loro ma poi ci ripensa e riprende il viaggio con la sua variopinta compagnia. Al termine del racconto, che non sto a raccontarvi per filo e per segno per non privarvi della gioia di leggerlo se ne avrete, come l'ho avuto io, il piacere di leggerlo, il protagonista capisce quanto sia stato saggio a tornare sui propri passi e a non abbandonare i propri compagni di viaggio. Un racconto questo "Il giocatore di carte" di Edoardo Barra che, lo ripeto ancora e non mi stancherò mai di ripeterlo, assolutamente meraviglioso che tocca le corde dell'anima del lettore ed arriva al punto di commuoverlo. Se ne avrete l'occasione, magari perchè anche voi presenti su Facebook, leggetevelo, magari passando attraverso il mio profilo! Ne rimarrete estasiati proprio come è successo a me!

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e arrivederci alla prossima!
Buona notte e, come sempre, Buona lettura!

Con simpatia! :)