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mercoledì 16 ottobre 2013

Ti trascinerò nella polvere


Salve a tutti!

Con stasera i miei "consigli di lettura" iniziano a spaziare anche nella direzione dell'ultima, almeno tenendo conto dei miei arpcquisti, raccolta di racconti di Giorgio Scerbanenco intitolata "I sette peccati capitali e le sette virtù capitali". Visto che non sono propriamente il lettore più rapido che esista e dato che, anche a causa della mia "bulimia di letture", ho deciso di centellinare i racconti de "I sette peccati capitali e le sette virtù capitali" ve ne proporrò uno alla volta.
Iniziamo dal primo, quello legato al peccato capitale della lussuria...
Il titolo che ho voluto dare a questo mio nuovo intervento è una citazione dal racconto e per la precisione si tratta di una frase pronunciata dall'ex fidanzata del casanova protagonista del primo racconto della raccolta.
La povera fidanzata tradita, infatti, pronuncia la frase "ti trascinerò nella polvere", frase che il suo ex fidanzato, un autentico farfallone, inizialmente non comprese e di conseguenza sottovalutò, forse per un eccesso di presunzione.
Il momento chiave della vendetta della ex fidanzata, il momento in cui il marchese Marsiliani, nobilotto casanova, vede concretizzarsi l'oscura minaccia "ti trascinerò nella polvere" è il giorno in cui si celebra il processo nel quale il marchese Marsiliani è imputato del sequestro di una giovane venditrice di gelati.
Durante il processo infatti sfilano, come testimoni d'accusa una serie di donne che, o direttamente o indirettamente, sono state vittime dell'insaziabile lussuria del marchese Marsiliani. Tutte ne mettono in evidenza le tendenze lussuriose e sottolineano come egli le abbia via via sedotte e poi abbandonate in cerca di un nuovo fiore su cui posarsi. Terminata la sfilata delle testimoni dell'accusa, la difesa chiama, come proprio testimone chiave, l'ex fidanzata del loro assistito. Costei imbastisce una difesa, estrema ed a tratti irritante per il giudice, con la quale tenta di minimizzare le accuse delle donne appena alternatesi al banco dei testimoni.
Devo ora avvisare che d'ora in avanti svelerò dei punti chiave del racconto percui chi non volesse sapere dettagli salienti è invitato a terminare la lettura qui.
Torniamo ora a noi ed al commento al racconto apripista de "I sette peccati capitali e le sette virtù capitali" di Giorgio Scerbanenco.
Nessuno sa però che l'ex fidanzata è un intento nascosto, potremmo dire subdolo. Quello cioè, pur dimostrando l'inconsistenza delle accuse mosse al suo ex fidanzato e quindi in apparenza salvandolo dall'onta del carcere, di rovinargli la reputazione, cosa che, specie per la gente come il marchese Marsiliani, conta più dell'essere considerati innocenti davanti alla Legge. Il marchese gigolò si ritroverà infatti, pur se ritenuto innocente per insufficienza di prove, finito dal punto di vista della reputazione personale. Nelle ultime battute del racconto veniamo a scoprire che tutte le testimoni portate dall'accusa erano state scovate e convinte dietro compenso a testimoniare contro il marchese gigolò proprio dalla ex fidanzata che ha così avuto modo di consumare la propria vendetta, vendetta che aveva tanto ben sintetizzato nella minaccia "ti trascinerò nella polvere". L'autore chiude il racconto con l'immagine dell'ex fidanzata che, al volante della propria automobile piange l'amara sorte dell'ex fidanzato perchè, nonostante tutto, "lo amava ancora".

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e arrivederci alla prossima occasione!
Buona serata e, come sempre, Buona lettura! :)

Con simpatia! :)