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venerdì 29 agosto 2014

Quando un film può fare un gran bene ad un romanzo

Salve a tutti!

Ok, d'accordo! Vista così può sembrare che mi sia presa la mania di parlare di libri e di film che da questi libri sono stati tratti. Stavolta però non confronterò il romanzo in questione con la sua riduzione per il Grande Schermo (mi fa specie parlare di riduzioni affiancate a grandi schermi, ma tant'è!), anche perchè il film non l'ho ancora visto, essendo in uscita nelle sale della mia verde valle in queste settimane. No, questa volta voglio soffermarmi, prendendo spunto dal destino di "Colpa delle stelle" di John Green, su un particolare, ossia sul come un film, una riduzione cinematografica per dirla in termini più ricercati, a volte possa dare, o ridare, lustro ad un romanzo che, magari, alla sua uscita in libreria, pur essendo apprezzato, non ha suscitato più di tanto clamore.
Come dico sempre queste sono solo delle mie semplici impressioni e considerazioni e sono pronto a vederle contraddette, la qual cosa mi darebbe modo, non solo di parlare di uno dei più bei romanzi che mi sia capitato di leggere in questi ultimi anni e non solo, ma anche di confrontare le mie opinabilissime opinioni con voi, carissimi e fedelissimi lettori.
Il romanzo "Colpa delle stelle" di John Green è stato pubblicato per la prima volta nel mese di ottobre del 2012 ed è stato ripubblicato a giugno di quest'anno. Il romanzo narra la storia d'amore, intensa, tenera e commovente di Hazel e Augustus, due ragazzi malati, a vari stadi, di due tipologie di tumore.
Non vi nascondo la mia sorpresa quando, alcune settimane fa, tra le pagine culturali su un famoso quotidiano nazionale, ho letto la recensione di "Colpa delle stelle" di John Green quasi fosse una novità. Non vi nascondo nemmeno il sorrisetto sotto i baffi per aver anticipato di un annetto abbondante quella recensione con quella da me scritta e pubblicata, ad inizio 2013 sul sito di Passione Lettura. Questo rinnovato successo per il meraviglioso romanzo di John Green, mi ha fatto riflettere su come l'indiscusso potere del cinema riesca, a volte, a beneficiare anche romanzi di valore che, alla loro prima uscita, come ho detto, non hanno goduto di un'adeguata eco; quantomeno di una eco non paragonabile a quella della quale hanno potuto beneficiare grazie al traino del film che ne è stato tratto. Parafrasando un famoso proverbio concludo dicendo che "Non tutte le riduzioni cinematografiche vengono per nuocere".
Alla fine di questo mio intervento potete trovare il trailer ufficiale in italiano del film "Colpa delle stelle", in uscita nelle sale italiane per la 20th Century Fox.

Grazie a tutte e tutti voi per la pazienza e l'attenzione e arrivederci alla prossima!
Buona serata e, come sempre, Buona lettura! :)

Con simpatia! :)

mercoledì 27 agosto 2014

Quando il film è nettamente meglio del romanzo

Salve a tutti!

Come ricorderete nell'ultimo mio intervento tra queste pagine si parlava di libri e dei film che ne sono stati tratti e ricorderete di come io abbia portato un esempio nel quale il romanzo batte, strapazzandolo, il film.
Ebbene...
Oggi voglio fare l'inverso. Voglio infatti spezzare una lancia e magari anche più d'una per un film che, a mio modesto modo di vedere, surclassa il romanzo che l'ha ispirato.
Il film in questione è "La nona porta" di Roman Polansky con un formidabile Johnny Depp. Il film è basato su un mistero legato a tre copie di un libro diabolico, le uniche copie sopravvissute al rogo che il Sant'Uffizio aveva effettuato con le altre copie del suddetto romanzo e del suo autore. Queste tre copie hanno al loro interno nove incisioni ciascuna, delle quali tre firmate con la sigla "LCF", le quali, essendo state realizzate dal Principe delle tenebre in persona, unite assieme formano un percorso in nove tappe che, si dice, sia in grado di evocare il Diavolo. Mister Corso, il book-detective del film, viene incaricato dall'ambiguo fresco possessore di una delle copie de "Le nove porte del Regno delle ombre", così mi pare s'intitoli il libro diabolico, l'editore Boris Balkan il quale si è reso conto che le immagini contenute nel suo libro non svolgono l'oscuro compito che dovrebbero svolgere, "insomma il Diavolo non si presenta", per dirla con le parole di Dean Corso-Johnny Depp, di rintracciare le altre due copie e di confrontarle con quella in suo possesso. Una delle clausole che Mister Balkan pone al proprio collaboratore è quella di procurarsi le altre due copie del romanzo "non importa come". Il film si svolge con tensione crescente avvincendo lo spettatore.
Cosa che, ahimé e lo dico da persona che tende a prediligere i romanzi ai film, non avviene con il romanzo che ha fornito la base per il film di Polansky, ossia "Il Club Dumas" di Arturo Perez-Reverte. Per quello che è il mio parere personale il romanzo "Il Club Dumas", romanzo che mi riprometto di affrontare nuovamente a breve, è un romanzo estremamente lento, o meglio è un romanzo che inizia bene nelle prime pagine ma poi si pianta e fa attendere il lettore fin oltre pagina 100 per arrivare a quella che è la prima scena madre, l'arrivo del detective librario alla casa editrice Balkan il cui proprietario stavolta incarica Corso di un'indagine legata al più famoso romanzo di Dumas.
Non so...
Forse è stata colpa mia che ho letto il romanzo di Arturo Perez-Reverte dopo aver visto "La nona porta" e quindi mi ero creato delle precise aspettative, comunque in questo caso, forse l'unico da me riscontrato, il film è nettamente meglio del romanzo.

Buon pomeriggio e, come sempre, Buona lettura a tutte e tutti voi!
Arrivederci alla prossima!

Con simpatia! :)

venerdì 22 agosto 2014

Dalla carta alla pellicola

Salve a tutti di nuovo!

L'articolo di oggi ce l'ho nei polpastrelli già da ieri sera dopo le undici (o le ventitre, se preferite il formato orario 0-24) ma poi oggi, sbirciando su YouTube ho trovato un video che mi ha incentivato ulteriormente a mettere queste mie considerazioni in equilibrio perfetto tra libri e film nero su bianco. Il video al quale mi riferisco e che potrete trovare in chiusura di intervento è della bravissima Sara Boero, una blogger e videoblogger davvero fantastica quando tratta di libri! Gustatevi tutti i suoi video e lasciatevi guidare da suoi sapienti consigli di lettura! Terminato questo mio momento di "Gonzo Journalism" passo a parlare del tema principale di questo mio intervento: come i romanzi vengono trasposti sul grande schermo.
Nel video di Sara troverete citati tre esempi di film che superano i romanzi dai quali sono tratti o sui quali sono basati invece io qui vi voglio parlare di un film che al libro rende moltissimi punti.
Anzi che rispetto al libro è a mio modo di vedere totalmente diverso! Il film in questione è "Al di là di tutti i limiti (Less than zero)", film basato sul primo romanzo di Bret Easton Ellis intitolato "Meno di zero".
Ebbene...!
Ho scaricato il film subito dopo aver letto e adorato il romanzo e i suoi protagonisti pieni di soldi ma vuoti di tutto il resto e non mi riferisco soltanto ai ragazzi. L'ho scaricato, me lo sono guardato e...
Orroreeeeeeeee!
Il film non solo non c'entra molto, anzi, ribadisco, a mio avviso c'entra meno di zero con il romanzo di Bret Easton Ellis ma è, rispetto di quello spaccato al vetriolo della società americana, una società dove conta l'esteriorità più di quello che si ha dentro, una società nella quale i figli sanno dei genitori e della loro vita leggendo Vogue o guardando MTv, una insulsa brodaglia melensa. Un minestrone mal riuscito e alquanto sciapo in stile "volemose bene" nel quale Clay, il bellissimo ma vuoto dentro Clay del romanzo, si sbatte da matti, nel film Rip, il fornitore di sballo di Clay e dei suoi amici, usa dei termini un tantino più coloriti che io qui ripulisco, per il disperatissimo e persissimo amico Julian Wells, indebitato fino al collo con lo stesso Rip che lo costringe, per poter rientrare del suo debito stellare, a fare marchette con uomini potenti amici suoi. Nel film Clay è tutto buoni sentimenti dove invece nel romanzo è il prototipo del ragazzo da copertina, modaiolo, strafatto e, come ho già detto, vuoto dentro che mi ha incantato per il suo valore in fatto di satira pungente della vita dei beneficiati del Sogno Americano o, meglio, dei figli viziati e della gioventù bruciata del Sogno Americano.
Personalmente vi consiglio undici volte su dieci di leggervi il romanzo di Bret Easton Ellis e di lasciare da parte il film che ne è stato tratto. Comunque, come dico sempre, queste sono le mie opinabilissime opinioni e sono pronto a vederle contestate e ribaltate di netto da voi carissimi amici e fedeli lettori (spero che Stephen King non se ne abbia troppo a male per questo mi piccolo plagio!)!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura a tutte e tutti voi e grazie per avermi voluto seguire anche in queste mie deliranti considerazioni!

Arrivederci alla prossima!

Con simpatia! :)

giovedì 21 agosto 2014

Diamo una nuova scossa al blog


A volte le cose capitano. Così! Semplicemente! A volte si naviga tra blog amici di vecchia data o di nuova conoscenza e... Puf! Ecco che capita un'occasione che fino a quel momento non ci si sarebbe immaginati. Ed è stato proprio così, grazie alla mia ultima conoscenza virtuale, che io, Riccardo Mainetti da Sondrio, sono venuto a conoscenza della IT FAMILY di Grazia.it. Visto che sono notoriamente più curioso di una scimmia mi sono subito collegato al sito e ho dato una sbirciatina al progetto. Il progetto mi ha colpito e interessato nel giro di mezzo nanosecondo e così ho deciso di lanciarmi in questa nuova avventura.
Oltre a darmi la possibilità di ravvivare questo blog che da troppo tempo langue, il fatto di entrare a far parte, come spero avverrà, della IT FAMILY di Grazia mi permetterà una volta di più di occuparmi e di scrivere di libri.
Eh sì! Perchè io, appassionato di libri, musica e cinema come sono, ho deciso di propormi per la sezione LIFESTYLE.
Per ora direi che è tutto.
Incrociamo le dita e speriamo in bene!

Arrivederci alla prossima!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura! :)

Con simpatia!