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venerdì 22 agosto 2014

Dalla carta alla pellicola

Salve a tutti di nuovo!

L'articolo di oggi ce l'ho nei polpastrelli già da ieri sera dopo le undici (o le ventitre, se preferite il formato orario 0-24) ma poi oggi, sbirciando su YouTube ho trovato un video che mi ha incentivato ulteriormente a mettere queste mie considerazioni in equilibrio perfetto tra libri e film nero su bianco. Il video al quale mi riferisco e che potrete trovare in chiusura di intervento è della bravissima Sara Boero, una blogger e videoblogger davvero fantastica quando tratta di libri! Gustatevi tutti i suoi video e lasciatevi guidare da suoi sapienti consigli di lettura! Terminato questo mio momento di "Gonzo Journalism" passo a parlare del tema principale di questo mio intervento: come i romanzi vengono trasposti sul grande schermo.
Nel video di Sara troverete citati tre esempi di film che superano i romanzi dai quali sono tratti o sui quali sono basati invece io qui vi voglio parlare di un film che al libro rende moltissimi punti.
Anzi che rispetto al libro è a mio modo di vedere totalmente diverso! Il film in questione è "Al di là di tutti i limiti (Less than zero)", film basato sul primo romanzo di Bret Easton Ellis intitolato "Meno di zero".
Ebbene...!
Ho scaricato il film subito dopo aver letto e adorato il romanzo e i suoi protagonisti pieni di soldi ma vuoti di tutto il resto e non mi riferisco soltanto ai ragazzi. L'ho scaricato, me lo sono guardato e...
Orroreeeeeeeee!
Il film non solo non c'entra molto, anzi, ribadisco, a mio avviso c'entra meno di zero con il romanzo di Bret Easton Ellis ma è, rispetto di quello spaccato al vetriolo della società americana, una società dove conta l'esteriorità più di quello che si ha dentro, una società nella quale i figli sanno dei genitori e della loro vita leggendo Vogue o guardando MTv, una insulsa brodaglia melensa. Un minestrone mal riuscito e alquanto sciapo in stile "volemose bene" nel quale Clay, il bellissimo ma vuoto dentro Clay del romanzo, si sbatte da matti, nel film Rip, il fornitore di sballo di Clay e dei suoi amici, usa dei termini un tantino più coloriti che io qui ripulisco, per il disperatissimo e persissimo amico Julian Wells, indebitato fino al collo con lo stesso Rip che lo costringe, per poter rientrare del suo debito stellare, a fare marchette con uomini potenti amici suoi. Nel film Clay è tutto buoni sentimenti dove invece nel romanzo è il prototipo del ragazzo da copertina, modaiolo, strafatto e, come ho già detto, vuoto dentro che mi ha incantato per il suo valore in fatto di satira pungente della vita dei beneficiati del Sogno Americano o, meglio, dei figli viziati e della gioventù bruciata del Sogno Americano.
Personalmente vi consiglio undici volte su dieci di leggervi il romanzo di Bret Easton Ellis e di lasciare da parte il film che ne è stato tratto. Comunque, come dico sempre, queste sono le mie opinabilissime opinioni e sono pronto a vederle contestate e ribaltate di netto da voi carissimi amici e fedeli lettori (spero che Stephen King non se ne abbia troppo a male per questo mi piccolo plagio!)!

Buona serata e, come sempre, Buona lettura a tutte e tutti voi e grazie per avermi voluto seguire anche in queste mie deliranti considerazioni!

Arrivederci alla prossima!

Con simpatia! :)